
MONTEPAONE
Arroccato come un vecchio castello medievale sulla cima di una collina, s’affaccia sullo scenario limpido del mar Jonio tra Copanello e Soverato.
È riconoscibile a distanza dai due alti campanili che svettano in testa alle due navate laterali della chiesa parrocchiale, sul punto più alto del paese.
È parere degli storici calabresi che Montepaone sorse sulle rovine dell’antica Aurunco. Si narra che Montepaone sorgesse nell’odierna Contrada Runci, a metà strada tra l’attuale centro e Montepaone Lido; proprio qui si trovano degli antichi ruderi del monastero di San Nicola.
Non si sa con certezza quale sia la data di fondazione di Aurunco ma si formulano alcune ipotesi che vogliono Aurunco fondata dalla popolazione degli Aurunci laziali arrivati fin qui e stanziatisi nella piana compresa tra Montepaone Lido e Pietragrande, accanto alla piana di Sajnaro o Sanguinario (confinante, a sud, con il torrente Beltrame). Qui si affrontarono, in una sanguinosa battaglia, Annibale e i consoli romani Marco Claudio Marcello e Tito Quinzio Crispino durante la seconda guerra punica.

GASPERINA
Non vi sono notizie certe sulla fondazione di Gasperina; è da ritenersi, tuttavia, che il primo nucleo dell’abitato sia sorto intorno ai secoli VII-VIII d.C. ad opera di popolazioni rivierasche che, per sfuggire alle incursioni dei pirati saraceni, si spostarono dal litorale, trovando rifugio nelle parti più nascoste delle prospicienti colline, dalle quali era più facile scorgere il nemico senza essere visti e, quindi, provvedere alla difesa. Le prime notizie certe risalgono all’epoca normanna e al Conte Ruggero che, affascinato dalla personalità di San Brunone di Colonia, indusse questi a fondare l’eremo di Santo Stefano del Bosco, dotandolo di ricche ed estese donazioni, tra cui il casale di “Gasparrina”.
Da quel momento la storia di Gasperina si lega indissolubilmente a quella della Certosa di Serra San Bruno e, per secoli, ne seguirà le vicende. Fatto di certa importanza fu la costruzione del Monastero di S. Giacomo detto anche “Grancia di Sant’Anna”, dal nome della collina sulla quale fu eretto, nel territorio di Montauro al confine con Gasperina.
Nel 1497 la comunità di Gasperina finì, insieme a tanti altri casali, sotto la potestà di Goffredo Borgia della casata di Papa Alessandro VI e sposo di Sancia, figlia di Alfonso II di Napoli. Dopo alterne vicende e dopo il catastrofico terremoto del 1783, l’immensa proprietà del monastero venne incamerata dal governo dell’epoca e in seguito, nel 1819, ceduta a vari acquirenti. In anni ancora successivi la comunità di Gasperina, divenuta autonoma, in virtù dell’antico prestigio e forte dei suoi valori spirituali e morali, quale sede naturale di incontri, traffici, commerci, attività artigianali e rurali, diviene Capitale di Mandamento ed è sede di numerosi uffici periferici dello Stato (Giustizia con la Pretura, Finanza, Lavoro, Difesa con la Leva, ecc.) In epoche recenti, Gasperina ha seguito le vicende che, dal punto di vista politico, sociale, economico, hanno caratterizzato tutto il Mezzogiorno d’Italia: crisi, emigrazione massiccia, spopolamento.